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Di poche ore fa la notizia del nuovo “bug” tinto d’azzurro di Google Maps. Questa volta a finire vittima del software di geo-localizzazione è il nostro caro e amato Vesuvio…senza ovviamente privarsi di quel tocco razziale che tanto, ma tanto piace al mondo intero. Fonte della notizia guarda caso, un noto quotidiano inglese subito seguito a ruota da un secondo quotidiano torinese. Sembrerebbe che inserendo come testo di ricerca su Google Maps la tanto gettonata frase “LAVALI COL FUOCO”, l’applicazione automaticamente riporti la localizzazione proprio sul nostro bel Vesuvio…guarda caso.

In realtà fatto analogo si era già verificato diversi mesi fa, facendo quella volta vittime però gli “amatissimi” cugini supporter della Juventus FC. Quando veniva inserito il testo di ricerca “VAI A CAGARE”, il software localizzava immediatamente lo Juventus Stadium.

214419850-c53186f0-0f5b-4839-ba84-2c2bda5b4a13Qualcuno potrebbe dire a questo punto che quando si è trattato di ridere della “sventura informatica” capitata alla Juventus siamo stati tutti pronti in prima linea a farci scherno della cosa. Adesso che il “popolo” napoletano è coinvolto in prima persona si risente del torto e protesta.

Anche se non dovrei, perché confido nell’intelligenza dei lettori, per qualcuno che come me stamattina non ha ancora preso il caffè, porto all’attenzione due semplici punti a mio avviso determinanti:

– in primo luogo, mentre con lo Juventus stadium venivano colpiti i soggetti esclusivamente “tifosi” di una squadra di calcio, nel caso del Vesuvio si è voluto (nel successivo punto giustifico la mia presunta idea di volontà diretta nell’offendere) colpire un POPOLO. A prescindere dal napoletano tifoso e dal comune cittadino, l’offesa razziale copre a 360° l’intera popolazione partenopea, come ormai è uso e consuetudine fare ogni domenica in tutti gli stadi italiani;

–  in secondo luogo, ma non meno importante, il fatto che diverse sono state le curiose segnalazioni da parte di napoletani e non su un episodio collegato alla notizia. Sembrerebbe che quando tempo fa venne alla luce l’episodio del “VAI A CAGARE” dello Juventus Stadium, qualcuno avesse provato, giusto per curiosità, ad inserire già a quei tempi la famosa frase “LAVALI COL FUOCO” dedicata a noi napoletani. Ma meraviglia delle meraviglie, tempo fa Google Maps segnalava errore nella ricerca di queste indicazioni palesemente insensate. Ergo, il legame tra la frase razzista e il Vesuvio di Napoli è stata inserita volontariamente in un secondo momento.

Ovviamente con il termine “inserita” in un secondo momento non si fa riferimento certo e sicuro agli sviluppatori di Google Maps, ma la cosa non sarebbe da escludersi a priori in quanto le collaborazioni torinese con Maps Italia sono notizia pubblica e risaputa. Ma io da buon napoletano voglio ancora “far finta che” la colpa sia solo nostra….dovremmo evitare di portarci dietro allo stadio tutti questi tablet e cellulari, perché poi a lungo andare il DIFFUSO RAZZISMO ITALICO è un virus che infetta anche loro.

Giuseppe Di Stadio

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