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Birth of Moses - Exodus Chapter 2Meraviglia delle meraviglie, sin dagli albori dei tempi, quando l’essere umano maschile ha compreso il concreto utilizzo della dotazione di serie messa li sotto dal creatore, si è posto il problema di controllare e monitorare lo stato “interessante” della propria partner. Ovviamente il discorso vale anche per il popolo egizio…ma vediamo in che modo.Molto diverse tra loro sono state nei secoli le tecniche di controllo sulle gravidanze adottate dai popoli che hanno abitato la terra. Alcune di esse esulavano in modo molto colorito i campi del sapere puramente medico per sfociare molto spesso nella sfera religiosa, spirituale e soprattutto della magia esoterica.

Tra gli antichi egizi, seppur fosse un popolo che dava un ruolo importante al concetto della magia inserendolo con frequenza nella vita sociale e politica, per il monitoraggio sulle fecondazioni si preferivano tecniche e rituali molto più concreti dell’esoterismo che, come vedremo, a distanza di oltre 4000 anni danno ancora prova della loro seppur bizzarra ma reale attendibilità medica.

In particolar modo vi erano ben dieci tecniche distinte per la verifica dell’eventuale stato interessante. Ma quelle passate alla storia per diffusione nell’uso pratico comune sono tre in particolare, e tutte e tre erano basate sullo stesso concetto utilizzato anche nel presente dai comuni test di gravidanza: l’urina, per gli amici meglio conosciuta come pipì!

1. In effetti la prima tecnica utilizzata nell’immediatezza dopo aver constatato i sospetti sintomi di nausea e vomito, consisteva nel raccogliere la prima urina mattutina della presunta futura mamma e distinguerla, in egual misura in due diversi recipienti. In uno dei recipienti contenenti l’urina si aggiungeva pari volume di acqua del Nilo e si preparava il miscuglio. A parte si preparavano due vasetti di terra nera nei quali venivano piantati alcuni semini di Dhurra Sorghum Vulgare o meglio ancora Saggina, la comune pianta erbacea della famiglia delle graminacee che tutti anche oggi conosciamo. I due vasetti di terra venivano innaffiati quindi distintamente il primo con il miscuglio di urina e acqua del Nilo, ed il secondo con acqua pura. Si copriva il tutto con un drappo di lino umido e lo si lasciava riposare in ambiente non esposto al sole per una notte. Se il giorno seguente, nel vaso innaffiato dal miscuglio, i semi fossero germogliati anche in minima parte, si poteva festeggiare la futura nascita o iniziare a preoccuparsi per l’inattesa gravidanza.

2. Nella seconda tecnica abbiamo l’influenza invece della componente religiosa che convive alla perfezione con la scienza egizia. Se la dea Heqet veniva tra le altre, raffigurata come una rana e considerata la protettrice della nuova vita, un motivo c’era… e parlando di egizi il motivo era estremamente simbolico. Si usava, sempre in presenza dei primi sintomi da presunta gravidanza, cacciare quattro rane nere acquatiche dagli stagni prossimi all’abitazione, e dividerle in coppia in due contenitori in bambù separati. Si raccoglieva l’urina mattutina della presunta futura mamma e con essa si cospargeva una sola coppia di rane. Se dopo due giorni, nel contenitore contente le rane cosparse di urina ci fossero stati i classici filamenti argentati di uova di girino, allora si usava presagire che la ragazza fosse in dolce attesa. In caso contrario si chiedeva scusa alle rane…come minimo.

3. Infine abbiamo una tecnica che da poco tempo è stata riprodotta in alcuni laboratori inglesi di ricerca medica che prevedeva anche in questo caso la raccolta di semi. A differenza delle precedenti due tecniche, quest’ultima, secondo gli egizi, era anche in grado di stabilire il sesso del bambino. Per questo motivo spesso la si utilizzava in seguito all’annuncio ufficiale della gravidanza provata dalle suddette tecniche. Ma in cosa consisteva? Si prendevano sempre quei due benedetti recipienti e li si riempiva per metà di sabbia e datteri. In un recipiente ci si seminava dell’orzo, mentre nell’altro si sotterravano nella sabbia semi di grano. Il tutto come da tradizione lo si innaffiava con la prima urina mattutina della futura (questa volta certa) mamma. Se fosse germogliato prima il grano allora gli egizi avrebbero annunciato alla mamma l’arrivo di una femminuccia, se in caso contrario a germogliare fosse stato prima l’orzo allora al padre gli si sarebbe detto che aspettava un nuovo erede maschio.

Per quanto riguarda l’attendibilità o meno dei metodi utilizzati di certo non possiamo sindacare sulle fantasiose e quantomeno divertenti tecniche antiche in materia di gravidanza.

Giuseppe Di Stadio    

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