Tag

, , , , , , , ,

PompeiDuemila anni fa un’eruzione fermò la vita di un’antica città ad un unico, terribile momento, distruggendola con il suo abbraccio di cenere e lapilli, ma paradossalmente allo stesso tempo proteggendola dall’ingiuria altrimenti inevitabile del tempo e dell’uomo. Grazie all’interesse ed all’amore di un grande uomo, da più di 250 anni, l’antico splendore della perla del golfo invidiata dal mondo intero sta tornando alla luce. Ma siamo proprio sicuri di conoscere le origini di Pompei?

 Tra i quesiti che ancora attendono risposta da parte degli addetti ai lavori, e che tutt’oggi rappresenta argomento di accesi confronti e dibattiti, interessa proprio le origini di Pompei. Partendo da un presupposto certo, ovvero la datazione dei primi insediamenti cittadini, possiamo affermare che collochiamo la fondazione della città campana tra la fine del VII secolo a.C. e gli inizi del VI.

Il nocciolo della questione arriva però quando si cerca di identificare i padri che diedero vita alla città. Da un lato vi è la schiera di storici che sostiene le origini greche, battendosi sul fatto che i Greci avevano già stabilmente occupato il litorale campano colonizzando Cuma, mentre sul fronte opposto invece controbattono coloro che attribuiscono agli Etruschi (nell’apice dell’espansione della loro potenza) la fondazione della città.

Punto di forza dei sostenitori della prima tesi è la presenza antichissima del cosiddetto Tempio Dorico sullo sperone meridionale della città, e del santuario di Apollo, posto invece ai margini del Foro.

Il Tempio Dorico

Il Tempio Dorico

Tempio di Apollo

Tempio di Apollo

Le Origini

Ma studi svolti sul posto nel 2001 hanno però dimostrato come sia il Tempio Dorico, sia il Tempio di Apollo, fossero di chiara impostazione metrologica etrusco-italica, e per questo motivo entrambi rappresenterebbero esclusivamente una prova evidente della profonda acculturazione che il mondo greco aveva esercitato su quello etrusco. A confermare indirettamente la matrice etrusca di tali costruzioni ci sono i ritrovamenti di numerosissimi materiali votivi e vasi in bucchero, la particolare classe di ceramica che contraddistinse le lavorazioni tipiche degli Etruschi. Molti di suddetti vasi, rinvenuti tra l’altro lungo tutta la penisola sorrentina (dalla Valle del Sarno a Nocera e da Vietri a Fratte di Salerno), portano incisi su di se chiare ed esplicite incisioni, e pongono Pompei in un’area certamente etruschizzata.

Come vedremo negli approfondimenti successivi, a comprova della natura Etrusca della città, vi è anche la chiara conformazione urbanistica e la quadripartizione in quartieri che è stata caratteristica tipica della ripartizione dello spazio urbano nel mondo etrusco-italico.

Un altro curioso elemento ci racconta particolari alquanto interessanti sulle influenze demografiche del primo centro urbano pompeiano. Due incisioni arcaiche (rinvenute a Vico Equense e a Nocera), rappresentano una relazione tra la fondazione della città e lo spopolamento di villaggi locali abitati dalle tribù italiche. Le incisioni sono infatti in una lingua estranea sia agli etruschi, sia ai greci stessi, ma che in futuro si è scoperto essere il linguaggio locale delle antiche popolazioni della valle del Sarno.

Per tali ragioni si è propensi quindi a ritenere che Pompei (al pari di Nocera) sia sorta quando gli Etruschi, fungendo da elemento catalizzatore nei confronti degli abitanti indigeni, riuscirono ad impiantare, per scopi meramente di controllo militare, delle vere e proprie città nel territorio della Valle del Sarno, nelle quali gli stessi abitanti indigeni si insediarono dopo la fondazione delle stesse.

Il Sito

Pompei è stata eretta su una collina formatasi dall’effusione di materiale vulcanico durante una remota eruzione difficilmente attribuibile addirittura al Vesuvio stesso (in merito ci sono ancora studi in corso). Tale collina aveva un’estensione di circa trenta metri, con andamento irregolare e pendenza marcata da nord a sud e da ovest ad est. In prossimità della costa, tale collina forma una vera e propria terrazza con falde molto ripide.

Diversi studiosi sostengono che la città abbia avuto una nascita alquanto “naturale” per aggregazione spontanea di due strade principali che convergevano proprio, secondo questa teoria, nei pressi della futura Pompei. In realtà le due vie di comunicazione esistevano realmente e collegavano il mare con l’entroterra (ovest-est) e la zona Vesuviana con i Monti Lattari (nord-sud). Sempre secondo questa teoria, al crocevia delle due strade sarebbe sorto in futuro il Foro, in quanto già centro degli scambi commerciali.

Ma tale teoria ha alcune falle abbastanza evidenti e per questo motivo la maggior parte degli storici sono in disaccordo e pertanto la reputano infondata. Sembra in primo luogo illogico che due strade di pianura principali e soprattutto naturali, vadano volutamente ad inerpicarsi su una collina altrimenti facilmente aggirabile. Ancor più difficile inoltre sembra immaginare che sempre in un ambiente pianeggiate, si scegliesse come punto di scambi commerciali un luogo in altura meno agevolmente raggiungibile considerando anche i carri utilizzati nei transiti. Infine per un insediamento stabile come lo sarebbe divenuto poi Pompei, che avrebbe potuto contare su numerosissime sorgenti d’acqua in pianura, sembra quantomeno impropria, se considerata naturale la scelta di una collina.

Se per i suddetti motivi escludiamo la formazione “naturale” di Pompei, attribuendo alla sua nascita una scelta ben voluta del centro da erigere, ci è utile effettuare una serie di parallelismi con la fondazione quasi contemporanea di un polo urbano “rivale” situato nell’estremo opposto della valle del Sarno, come Nocera. Quest’ultima fu volontariamente costruita all’imbocco dell’unica via di comunicazione che permetteva il superamento dei Monti Lattari, permettendo un controllo territoriale decisamente marcato. Possiamo pensare che per le stesse ragioni strategiche, anche la location di Pompei, elevata su una terrazza sul mare, fu studiata e premeditata con attenzione, per permettere alla città stessa un ampio controllo sul golfo.

Il Nome

Sull’etimologia del nome di Pompei invece abbiamo le più fantasiose ed affascinanti teorie sempre in eterno conflitto tra loro. C’è chi afferma che il nome derivasse da “a pompa Herculis”, ovvero che la città fosse stata costruita da Ercole al ritorno delle sue epiche imprese. Ma seppur molto sentimentale questa resta una teoria oggi priva di reali fondatezze storiche.

Molto più concreta è invece l’ipotesi che il termine Pompei derivi direttamente dalla radice del verbo greco “Pémpo” (spedire). A rafforzare questa teoria abbiamo uno scritto di Strabone, scrittore greco vissuto in età augustea, che attribuisce a Pompei un’importante funzione mercantile:

Per Nola, Nocera ed Acerra fa da porto Pompei, posta accanto al fiume Sarno, e per chi debba ricevere merci, e per chi debba spedirle.

Sembra però tuttavia preferibile a quest’ultima un ulteriore etimologia che mette in relazione il nome Pompei con la voce osca “Pùmpe” (cinque), e lo spiega come derivato del fatto che la città sorse dall’unione di cinque differenti villaggi. Ecco spiegato il motivo per il quale “Pompeii” viene considerato anche in epoca romana come un nome plurale.

Al termine di questa prima analisi possiamo affermare che, seppur resta ancora da attribuire una fondatezza storica agli eventi, Pompei nacque dall’unione di cinque villaggi italico-etruschi, volutamente eretta in un punto strategico elevato che la eleggeva di diritto come “Signora indiscussa del mare e del commercio”.

Locandina cinematografica "Pompeii" 2013

Locandina cinematografica “Pompeii” 2013

di Giuseppe Di Stadio

Annunci