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Massacro-di-Sand-CreekChe il sud non avesse tutt’oggi punti di riferimento di “peso” nazionale nella divulgazione informativa televisiva e dei media in generale, questa è cosa risaputa. Ma avverto il bisogno di portare all’attenzione di voi tutti un curioso quanto sadico servizio mandato in onda il giorno 29 Novembre 2014 durante il TG1 in prima serata. “O fatt è chist, stateme a sentì” (cit.). Ricorreva appunto il 29 Novembre la triste ricorrenza dello sterminio dei nativi d’America Cheyenne di Sand Creek da parte dell’esercito di liberazione dei “Volontari del Colorado”, ed in occasione, mamma RAI ha ben pensato (aggiungerei GIUSTAMENTE), di dedicare al triste aneddoto storico un approfondito servizio televisivo. Si narrava quindi di come, il 29 Novembre 1864, il colonnello John Chivington, al grido di “I want you to kill and scalp all, little and big… nits make lice”. (Voglio che li uccidiate e li scalpate tutti , adulti e bambini … le uova fanno i pidocchi)”, ordinò l’attacco verso il villaggio di soli civili e pacifici Cheyenne, indifesi ed inermi, colpevoli solo di essersi stanziati da secoli su una terra che adesso interessava economicamente all’invasore razzista autoproclamatosi liberatore. Il villaggio era capeggiato da Black Kettle (Pentola Nera) un capo Cheyenne ben noto per la sua condotta pacifica. Ciononostante,  Chivington ordinò l’attacco sul tranquillo villaggio inerme. La maggior parte dei guerrieri si trovava diversi chilometri a est a cacciare il bisonte per i bisogni dell’accampamento. Dopo alcune ore di combattimento i “Colorado volunteers” avevano perduto soli nove uomini mentre circa 200  Cheyenne, la maggior parte dei quali donne e bambini, erano stati massacrati. Dopo la carneficina  i volontari del Colorado scalparono i corpi e operarono mutilazioni sugli organi sessuali che poi esposero come trofei al loro trionfale ritorno in Denver.

A QUESTO PUNTO CHIEDO A QUANTI DI VOI QUESTA NON SEMBRA UNA STORIA GIA’ SENTITA? Si, questo macabro episodio ha moltissime affinità storico culturali con le stragi risorgimentali ed in particolar modo con gli stermini di PONTELANDOLFO e CASALDUNI (Vedi art. dedicati sul presente blog e sul sito ufficiale).

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Senza voler assolutamente commisurare gli eventi narrati con le stragi risorgimentali, io mi chiedo il motivo per il quale, una televisione ITALIANA come la RAI, possa ripeto giustamente dedicare memoria in prima serata sulle reti principali, di episodi a noi geograficamente così lontani, ed allo stesso tempo ignorare da oltre 150 anni la vergogna che ricopre il tricolore sventola in questo benedettissimo stivale?

Ora, ironicamente parlando, non si può di certo pretendere da un emittente italiana un dossier delle stragi sulle quali si basa la tanto decantata unità nazionale garibaldina, ma almeno una citazione, un parallelismo, uno straccio di comparazione con i martiri di CASALDUNI o con gli angeli di PONTELANDOLFO, poteva essere quantomai almeno rispettoso nei confronti di una buona fetta degli spettatori che continuano a sovvenzionare le casse della RAI con ascolti e col pizzo chiamato canone televisivo.

Continuo a chiedermi il perché?

Giuseppe Di Stadio

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