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20140318_184040Molti di voi sono dell’idea che per un egittologo scrivere trame fantasiose sull’Antico Egitto possa risultare semplice e banale. Eppure posso assicurarvi che questa conclusione non è del tutto veritiera. Anzi, mi sbilancerò nel dire che è davvero molto più semplice cadere in errore e superficialità per un egittologo che per un semplice scrittore. Ma veniamo al dunque.

Qualche tempo fa, passeggiando annoiato tra gli scaffali di un’improbabile libreria cittadina, mi sono imbattuto in un testo del quale in molti me ne avevano parlato, ovviamente sia nel bene che nel male. E che ci posso fare se la mia maledizione mi obbliga a lasciare le librerie mai a mani vuote? Ed eccoci qui a fare una bella chiacchierata su queste 500 pagine di ritorno al passato.

Partendo dal presupposto che, come dicevo prima, l’autore del testo, il dott. Nacho Ares, studioso spagnolo laureato in Storia Antica con una specializzazione in Civiltà Egizie, prima del presente libro “La Piramide Perduta” mai aveva azzardato a metter nero su bianco le sue più intime e perverse fantasie sulle trame antiche della politica egizia. Oggi il Dott. Ares è un sedicente presentatore televisivo di magazine storici…azzardiamoci a definirlo un Giacobbo (scusa Nacho) spagnolo.

Potete quindi immaginare che fino a questo punto avevo tutti i motivi per aspettarmi una di quelle…(non esiste un sinonimo di porcate che renda l’idea?)…opere di medio basso livello storico letterario. Già osservando la sovraccoperta del volume in un lucente patinato color oro sentivo la mia coscienza urlarmi all’orecchio: “Bravo continua a sperperare i tuoi avere terreni in queste pacchianate”.

E invece, dopo aver letto e riletto questo libro, devo ammettere di essermi altamente sbagliato e sono costretto a chiedere umilmente perdono al Signor Giacobbo/Ares. Let’s start!

I punti di vista narrativi per capitoli alterni tra Howard Carter e il giovane Tutankhamon migliorano la correlazione sia caratteriale che comportamentale dei due co-protagonisti del romanzo storico. Soprattutto il relazione alle similitudini degli eventi che si prospettano nel decorso narrativo dell’opera (gestire un complottismo di nicchia e soprattutto operante in basso profilo, allo stesso tempo pericoloso in quanto sorretto e portato avanti da alti esponenti della società egizia dell’epoca perfettamente ricostruita nel filo del romanzo).

Alta fedeltà degli eventi storici e dei profili comportamentali sia dei protagonisti che degli appartenenti alle restanti classi politico sociali e religiose, presenti nella narrazione (con particolare riferimento alla classe clericale tebana, magari solo un tantino eccessivamente insistente nel contrastare anche a brutto muso le scelte del giovane faraone). A mio avviso un po troppo azzardata la comunicazione verbale del faraone con i membri reali quando addirittura si rivolge con il “VOI” parlando a sacerdoti e tesorieri del regno.

Aimè un voto negativo va invece alla plausibilità degli eventi storico fantasiosi relativi a qualche singolo episodio. Ad esempio una figura come Howard Carter avrebbe difficilmente “saccheggiato” una nuova tomba, a maggior ragione la tomba di uno dei più grandi faraoni della storia da un punto di vista etico sociale (anche se va riconosciuto il fatto che l’autore è stato quasi costretto ad inserire quest’azione ai fini narrativi).

Davvero ben riuscita invece è la reinterpretazione delle scene cerimoniali private che vedono protagonisti Lord Carnarvon e il suo staff. Faccio riferimento in particolar modo a tutte le prassi burocratiche che rispecchiano la ritualità originale della vita nella Valle dei Re.

Infine la somministrazione graduale e la proiezione volutamente lenta all’interno del singolo evento storico fanno risaltare all’occhio dell’attento lettore e soprattutto dello studioso, la sostanziale differenza tra un egittologo e uno scrittore.

Posso tranquillamente consigliarlo a tutti coloro che volessero proiettarsi con concretezza e correttezza storica ai tempi del faraone bambino re Tut, di AY, di Maya di Horemeb e dell’eretico Akhenaton, e allo stesso tempo rivivere un meraviglioso avvenimento storico, in un caldo pomeriggio del 26 novembre del 1922 quando Howard Carter e Lord Carnarvon……………..

Giuseppe Di Stadio

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