Tag

, , , , , , , , , , , , , , , ,

2Nel suo ultimo libro, “Secrets Of The Underground Door To An Ancient World”, l’archeologo tedesco Heinrich Kusch, afferma di avere prove a sufficienza per poter annunciare al mondo la presenza di una fitta rete di gallerie sotterranee che collegherebbero la Scozia alla Turchia. Se ciò fosse confermato da elementi probatori attendibili, potremmo finalmente iniziare a riscrivere la storia delle antiche civiltà umane. Curiosità di non poco conto è che un tratto decisamente fitto di gallerie, secondo l’archeologo, si troverebbe proprio al di sotto di Gobleki Tepe, il cosiddetto “Eden” terrestre. Il prossimo step è trovare un collegamento unico e documentarne l’intero tragitto, dala Scozia alla Turchia, per poter ridisegnare buona parte del Neolitico.

Infatti, per correttezza d’informazione, secondo il team del dott. Kusch, sono stati rinvenuti chilometri e chilometri di gallerie, con tunnel larghi circa 70cm, intervallati da spazi più ampi identificabili in piccole camere, dall’utilità ancora sconosciuta, aventi medesima struttura e composizione morfologica e geograficamente molto vicini tra loro, che appunto segguirebbero una linea immaginaria che collega le due nazioni sopracitate. Ma la vena principale, l’anello di congiunzione tra le gallerie, pare essere ancora sepolta e nascosta agli occhi dei ricercatori.

Purtroppo la mancanza di incisioni complica il compito degli archeologi di dare un senso a tale struttura. Infatti restano ancora irrisolti i primi quesiti che nascono quasi in modo spontaneo, ovvero perchè uomini del Neolitico avrebbero dovuto costruire una così fitta ed estesa rete di gallerie sotterranee? Per nascondersi? Protezione? Come rifugio? Se così fosse, per quanto tempo un essere umano, contestualizzato nel periodo preistorico di Gobleki Tepe (la datazione delle gallerie coinciderebbe con quella del sito Turco) poteva sopravvivere in una simile struttura sotterranea?

1

Inoltre andrebbero chiarite anche le modalità di realizzazione di tale rete di collegamento. Sempre secondo l’archeologo tedesco, le strumentazione a disposizione delle civiltà attualmente riconosciute abitanti l’epoca neolitica sarebbero state insufficienti per il completamento di un’opera così imponente.

Non ci resta che attendere maggiori dettagli sulle ricerche archeologiche attualmente ancora in atto, fiduciosi di poter rispondere, prove alla mano, a qualche “sempreverde” quesito da sempre irrisolto, sulla natura e sulla reale evoluzione del genere umano.

Giuseppe Di Stadio

Annunci