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Secondo i risultati delle ultime analisi sulla mummia di Ramses III, potremo tranquillamente ipotizzare che il faraone in questione, a suo tempo, non avesse ben chiarito al proprio figlio Pentawer, il concetto di “amore paterno”.

Ramses III

Museo Egizio di Torino, Papiro Harris, il cosiddetto papiro della “Congiura dell’Harem”, è grazie alle incisioni su di esso che possiamo ancora oggi apprendere come fu organizzata la congiura mortale ai danni di Ramses III, faraone della XX dinastia, dei nomi di coloro che tramarono alle sue spalle, della mano che lo uccise e delle pene che vennero inflitte ai cospiratori.

Facendo una veloce ma doverosa panoramica sulla reggenza di Ramses III, è doveroso ricordare quanta importanza attribuiva il faraone ai suoi predecessori, vissuti negli anni di maggior splendore dell’antica civiltà del Nilo. Questo risulta già molto evidente dalla scelta del suo nome, in riferimento e prosecuzione dell’operato di Ramses II. A caratterizzare il regno di Ramses furono da un lato le grandi innovazioni militari apportate nell’ organizzazione e nella composizione dell’esercito (fanteria, carri da guerra, mercenari, ausiliari, reparti di sussistenza), ma dal lato opposto i numerosi moti rivoluzionari dettati da malessere popolare. Apprendiamo appunto da uno scritto Egizio, che sotto il dominio di Ramses III si concretizzò il primo sciopero di massa organizzato. Ma a turbare la quiete del faraone non vi erano solo i moti popolari, ma bensì una minaccia più pericolosa, che diramava le proprie radici nella stessa famiglia di Ramses.

Leggiamo dal papiro che proprio la moglie dello stesso sovrano, Tij o Tiye, si fece promotrice di una rivolta segreta contro il marito per favorire l’ascesa al trono del figlio Pentawer. Nelle vicende narrate nel manoscritto però leggiamo che il tentativo di cospirazione andò fallito con la scoperta dello stesso e le punizioni che Ramses III inflisse alla moglie e ai suoi complici. Fino ad oggi gli studi sul papiro e sulla mummia di Ramses, convergevano entrambi senza discrepanze sulla medesima versione dei fatti…fino ad oggi appunto.

Gli ultimi esami genetico molecolari e le TAC effettuate sulla mummia del faraone confermerebbero il decesso per cause non naturali. Sgozzamento per la precisione. Un taglio netto e profondo sul collo di Ramses III, accurato e fatale allo stesso tempo, fermò la vita del faraone a 65 anni dopo 31 di potere e reggenza. Le coincidenze temporali con i fatti narrati nel papiro di Harris coinciderebbero perfettamente con l’assassinio del faraone. Inoltre, inserito nel taglio alla gola, è stato ritrovato un prezioso amuleto raffigurante l’occhio di Horus, come a simboleggiare, in particolare, il risanamento della ferita fatale dopo il decesso, nel regno dei morti. Ricordiamo in merito che tale simbologia era usualmente utilizzata sui bendaggi contenenti la mummia e non a diretto contatto con il corpo del defunto.

Ma perché nascondere l’assassinio di Ramses, narrando ai posteri una storia diversa dalla realtà. Ma ovviamente ad avvalorare la tesi dell’omicidio organizzato dalla moglie c’è ben altro.

ramses 1

In sede di ritrovamento del sarcofago del faraone, insieme ad altre regali sepolture, venne rinvenuto un misterioso sarcofago anonimo. Fino ad oggi attribuito ad un ignoto pargolo di stirpe nobile, ma dai misteriosi natali. Mummia nota a tutti con l’appellativo appunto di Unknow man. Questo corpo apparteneva ad un uomo di circa vent’ anni e reca strani segni che disegnano uno scenario drammatico: il torace gonfio e le pieghe sulla pelle del collo potrebbero essere, secondo gli esperti, il risultato di un suicidio per impiccagione o di una morte violenta per strangolamento. Oltretutto, il cadavere non venne trattato secondo il consueto processo per la mummificazione poiché gli organi interni non furono rimossi e fu avvolto in una pelle di capra, come notarono già gli archeologi che lavorarono sulla mummia nel 1886: un materiale considerato senza dubbio impuro e che, probabilmente, doveva testimoniare una sepoltura di forma non regale in segno di punizione del defunto.

In tutti i casi, a prescindere dalle cause della morte del soggetto misterioso, resta di fatto che condividesse con Ramses III un particolare determinante per la sua identificazione.

IL FARAONE ED UNKNOW MAN CONDIVIDONO UNA PARTE FONDAMENTALE DEL PATRIMONIO GENETICO

Sono scientificamente padre e figlio. A questo punto la scienza chiarisce ogni dubbio sull’esistenza reale di Pentawer, e ci fornisce un’importante elemento sul quale approfondire le future ricerche. Morte violenta, presumibilmente come pena da scontare per atti perseguibili dalla legge del tempo.

Se così fosse saremo nuovamente costretti a riscrivere la storia che oggi conosciamo e che gli antichi hanno vuluto che arrivasse a noi.

 

Giuseppe Di Stadio

 

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