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Quella sera Carlo era in strada e stringeva forte la mano di suo padre. A testa alta osservava il passaggio delle truppe tedesche lungo la via principale della cittadina di Torbole Riva. L’orologio sulla torre del campanile segnava le ore 20.00 e tra la calca delle persone corse in strada, Carlo riuscì a malapena a leggere la data cerchiata in rosso sul grosso calendario affisso all’esterno della Banca: 30 aprile 1945.

Nel silenzio reverenziale della sottomessa cittadina al passaggio delle truppe occupanti, al piccolo Carlo, parve di sentire voci umane provenire dal grande lago poco distante. Le orecchie, seppur piccole, non tradirono il bambino il quale udì distintamente urla di disperzione irrompere nel buio della sera e svanire poi di colpo da li a poco, con la stessa celerità di come erano iniziate.

Il giorno dopo Carlo si diresse di buon mattino in riva al grande lago, spiaggia Sabbioni, tra Porto San Nicolò e la Baia Azzurra, per la precisione. Le acque gli restituirono ben otto zaini mimetici.

Oggi Carlo Bombardelli è un anziano pensionato di 77 anni ma porta nella sua memoria, ancora vivo, il ricordo di quella straordinaria e al tempo stesso inquietante esperienza sul Lago di Garda.

Il Dukw statunitense

Il Dukw statunitense

La notte del 30 aprile 1945, il Duwk, autocarro anfibio corazzato dell’esercito statunitense, era diretto a Torbole, in rotta sulle acque del Garda, portando con se rifornimenti e munizioni destinate ad un’accampamento a stelle e strisce stanziato appunto nel piccolo paesino della provincia di Trento. I forti venti, le acque mosse e soprattutto le due e più tonnellate del convoglio militare (con un sovraccarico di circa 1 tonnellata in più dei limiti massimi sopportati dal mezzo) giocarono un ruolo determinante nel destino del mezzo e di tutto il suo equipaggio…o quasi!

I corpi di 24 giovani militari, di età compresa tra i 18 e i 23 anni, furono inghiottiti dal Garda in meno di dieci minuti. Solo un superstite riusci a toccare le sponde del lago, aggrappato sia ad uno scampolo di fortuna che letteralmente ad un rottame del mezzo inabissato. Thomas Hough, fu strappato dal suo destino grazie al coraggio e al valore di due suoi connazionali, M. Dennis e T. Skonieczny, i quali decisero di trarre in salvo il ragazzo, nonostante la pioggia fuoco che i tedeschi scaricarono loro addosso.

Attorno a questa storia si narrano molte leggende, nate quella stessa notte in riva al Garda. C’è chi afferma di udire ancora le urla strazianti dei militari che affondano ancora oggi in particolari notti di primavera, quando il vento si alza forte sulle acque e porta con se il profumo di ferro e polvere da sparo fino alle porte di Torbole. Altri giurano di aver incontrato più volte inquietanti ombre antropomorfe sulle rive del fiume, e di averle viste passeggiare impazienti in attesa che qualcuno recuperi le loro mortali spoglie ancora oggi disperse sul fondo del lago.

Ma stavolta sembra che qualcuno ha risposto positivamente all’appello di queste anime in pena. E’ di pochissimi giorni fa la notizia dell’avvistamento di una carcassa sul fondo del lago, proprio nel punto esatto dove il Sig. Carlo indica ormai da 67 anni il luogo di provenienza delle grida disperate.

A togliere ogni dubbio sull’autenticità del ritrovamento è stato il robot radiocomandato “Nicolus”, il quale ha scattato diverse foto a 167 metri di profondità immortalando per la prima volta, dopo il tragico evento, il Duwk.

Il relitto del Dukw nel Garda

Il relitto del Dukw nel Garda

Il relitto del Dukw nel Garda

Il relitto del Dukw nel Garda

Saranno ora le autorità americare ad avere l’ultima parola sul recupero del relitto sommerso. Fonti attendibili hanno già fatto sapere che squadre di esperti si stanno muovendo per le operazioni di recupero delle salme, o di ciò che ne resta, dei militari morti nell’operazione di rifornimento.

Il relitto del Dukw nel Garda

Il relitto del Dukw nel Garda

Chissà, forse dopo aver dato degna sepoltura agli eroici 24 ragazzi del Garda, le loro anime in pena troveranno finalmente la tanto meritata pace eterna.

Giuseppe Di Stadio

 

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