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In un periodo storico così ricco di attività interplanetarie, missioni spaziali, ricorrenze di fantastici o fantomatici (in base ai punti di vista) sbarchi lunari, dolorose perdite di personaggi che hanno fatto la storia delle ricerche oltre cielo, è un onore per me, ma soprattutto è un grande piacere avere oggi la possibilità di intervistare in esclusiva assoluta un grandissimo amico. Le sue incredibili scoperte hanno portato alla luce  scioccanti verità che ancora oggi stentano a venir fuori. Sto ovviamente parlando dell’ormai noto a tutti, Matteo Ianneo. Importante ricercatore indipendente di fama internazionale. Il primo uomo in assoluto a scandagliare dalla Terra, palmo a palmo l’ostico suolo marziano, alla ricerca di tracce di vita passata, di antiche civiltà interstellari, e a quanto pare con risultati che vi lasceranno di certo a bocca aperta.

  1. G. Buongiorno Matteo, mi permetto di darti del tu considerata l’amicizia che ci lega,  e colgo l’occasione per presentarti a tutti i nostri lettori, anche se credo non ce ne sia bisogno. Per i pochissimi che ancora non ti conoscono, ti chiedo, da dove nasce la tua passione per Marte?

M. Caro Giuseppe la mia passione nasce fin da piccolo , quando guardavo film fantastici dell’epoca. In questi film si narrava la storia di alcuni sbarchi sul pianeta rosso. Ovviamente era frutto di fantasie, ma credevo comunque che tra le tante fantasie qualcosa di vero ci fosse. E’ dal quel momento ho cominciato ad interessarmi e comprare riviste e giornali che trattavano il mistero, ufologia ed altro. Da li nasce la mia passione verso gli enigmi che affscinano da sempre la nostra vita.

  1. G. Considerato il fatto che parliamo di un pianeta relativamente vicino alla Terra, quali sono gli strumenti e le metodologie che utilizzi per portare avanti le tue straordinarie ricerche?

M. Le mie ricerche vengono condotte con l’ausilio di strumenti di ispezione spaziale del territorio e cartografie in alta definizione Nasa. Inoltre non credo che Google Earth sia da disprezzare come molti esperti affermano. E’ ovvio che se volessimo trovare un pacchetto di sigarette questo sarebbe molto difficile anche perchè cadremmo nel fenomeno del pixelaggio. Ma se siamo alla ricerca di strutture molto grandi, allora questi strumenti rappresentano a mio avviso i miogliori in assoluto.

  1. G.Quando ti sei realmente reso conto che sulla superficie di Marte potessero essere presenti strutture o conformazioni alquanto singolari al punto da farci sorgere inevitabili domande in merito alla loro natura? E soprattutto qual’è stata in ordine cronologico la tua prima scoperta sul suolo marziano?

M. Nel 2009 conducevo i primi studi sulla superficie del pianeta ed in ordine cronologico il volto di gandhi fu il primo ad essere trovato ed analizzato nei dettagli. Ovviamente in quell’anno trovai numerosi ulteriori elementi che nutrirono in me una riflessione, e quindi cominciaI a rendermi conto che qualcosa non quadrava. Non si poteva paragonare queste anomalie riconducibili solo al fenomeo cosi noto della Pareidolia, coma tanti e esperti nel settore e scettici attribuiscono ma ad un fenomeno diverso, quello di una vera realtà, una verità.

  1. G. Molti lettori avranno di certo avuto modo di osservare le incredibili foto scattate al famoso volto denominato “SAMURAI”. Cosa puoi dirci in merito?

M. Il samurai come d’altronde altri volti, rappresentava la massima espressione del Dio che lo ha disegnato. Credo che queste strutture siano state scolpite dall’alto anche perchè da terra non sarebba sta facilmente realizzabile anche perchè non avrebbe avuto senso, se non visibile a chi doveva edificarla ed osservarla in furuto. Credo che gli “dei” avessero il potere di scolpire le rocce dall’alto e lasciare il loro emblema su ogni pianeta da loro esplorato. Una sorta di gara tra i potenti dell’universo. Il samurai è uno dei tanti,dove per natura è difficile organizzare tanti elementi occhi, naso, bocca, e renderli cosi compatibili con le nostre conoscienze. Secondo i miei studi, questi volti di grosse dimensioni , non erano altro che grandi città antiche, dove l’ingresso principale era situato nella bocca  di queste enormi statue, e le varie popolazioni si nascondevano sotto le viscere del pianeta, un po per il timore di attacchi, e un po per la paura di fenomeni naturali , quali cadute di grandi meteoriti.

  1. G.Mentre invece del viso di Ghandi?

M. Il viso di Gandhi, del quale tutto il mondo ne parla, ha la stessa caratteristica del samurai e di altri volti da me analizzati. Quel volto rappresenta un’antica citta, rovine ormai distrutte forse in miliardi di anni da guerre, e da fenomeni naturali sopra citati. Dalla bocca di Gandhi vi è l’ingresso per l’accesso alle antiche rovine che si nascondo sotto la superficie. Ovviamente per il mondo scientifico, questo è un altro fenomeno di pareidolia,ovviamente io non sono daccordo con questa tesi. Questi sono veri monumenti che hanno rappresentato nel tempo, storie di civilta e popoli vissuti sul pianeta rosso e un tempo sbarcati anche sul nostro pianeta.

  1. G. Cercando, qualora fosse possibile, di non considerare la tua fede religiosa, che emozioni e quali sensazioni ha provocato in te, osservare i lineamenti tracciati su Marte, del volto di Gesù di Nazareth?

M. Il volto di Gesù trovato su marte, ovvero la rappresentazione della Sacra sindone, è una coincidenza molto precisa, perchè affiancandole risultano, guarda caso identiche, ma come puo essere possibile ciò? Da questo evento, il mio pensiero allora deduce che evidentemente la nostria storia è tutta da rifare. Se io ho visto pareidolie, cioè effetti creati dalla nostra mente, allora rimangono effetti privi di considerazione, ma questo però solo dopo un reale riscontro, e non a monte a prescindere da tutto solo per pregiudizi insensati. Ma, se quello che ho visto, risulta essere reale, allora mi chiedo come mai si fanno missioni e si lanciano sonde per studiare elementi che accerterebbero tracce di vita presente e passata su Marte? Vi è una contraddizione, ti faccio un esempio:

Se so a priori  che su marte ci sono monumenti e città abbandonate, elementi oggi molto evidenti, automaticamente so gia che c’è stata vita, allora cosa mando a fare sonde per cercare questa risposta? (Ovviamente questa è solo una mia ipotesi.) Credo che tuttora sul piante rosso, che secondo me non è proprio tutto rosso come si fa vedere, ma parti anche verdi, dove è presente molta vegetazione, ci sia tutt’oggi vita. Credo ci sia anche ossigeno. Ma non voglio aggiungere altro. Il tempo mi dara ragione.

  1. G.Sai benissimo di cosa mi occupo e quanto tempo della mia vita dedico alla ricerca e allo studio delle società originali terrestri e non. In merito a ciò ti chiedo cosa ne pensi di una delle tue ultime scoperte, ovvero le traccie di un’antichissimo sito cittadino? Guardando la foto con dovuta attenzione è possibile addirittura scorgere le mura e il perimetro dell’insediamento.

M. Nella città , ovviamente si scorgono parti geometriche . Può anche starci il fenomeno di ibridazione del mal campionamento dei satelitti, ma secondo me la visione è al 50% in errore. Sotto si nasconde qualcosa  e secondo me, sono città in rovina da moltissimo tempo. Se l’errore è presente dovrebbe essere totale e non parziale. Gli hangar che ho trovato non possono essere paragonati ad un errore del mal campionamento , ma sono vere strutture geometriche. Quello che posso dirvi è che pian piano gli enti preposti allo studio della superficie di Marte, convalideranno a piccole goccie informazioni, che pian piano faranno prendere forma e valorizzeranno i miei assidui ed interminabili studi. Con stima ti ringrazio e spero che gli occhi e la mente di altre persone possano aprirsi ed accettare quelle che per il momento viene preso solo come un effetto naturale un effetto della nostra mente.

Da ormai numerosi anni ci battiamo per lo studio sulle “Civiltà Madri” del nostro universo. Antiche culture che hanno affiancato l’uomo durante la sua crescita e la sua terrena evoluzione, mettendogli a disposizione tutti gli strumenti necessari per poter compiere gli sraordinari progressi in tempi comunque brevi rispetto processo evolutivo. Proseguiremo senza sosta e soprattutto superando i continui ostacoli che ci mette davanti questo impervio cammino nella scienza e nella divulgazione informativa. Solo una mente libera e svincolata da assurdi dogmi terreni può prendere coscienza sulle sue vere origini e sperare quindi di riuscire a governare il proprio futuro.

Ringrazio e saluto l’amico Matteo, come sempre gentile e disponibile con tutti coloro che sono seriamente interessati alla ricerca “di confine”, un ricercatore e soprattutto una persona eccezionale. Invito tutti voi a seguire con costanza i continui aggiornamenti sulle sue esclusive ricerche.

Giuseppe Di Stadio

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