Con affetto a tutti i frustrati, i visionari ed autolesionisti presenti.

Concetto di “Frustrazione da internet”.

La frustrazione da Internet è la mancata gratificazione di un desiderio, oppure l’impedimento alla soddisfazione di un bisogno, prettamente riferita ad eventi riconducibili alle quotidiane abitudini di navigazione Web di un determinato individuo, sempre identificato e molteplicemente segnalato alle autorità competenti, nonostate i vani ed elementari tentativi di operare in anonimato sul Web. È uno stato psicologico che si verifica quando un ostacolo blocca il conseguimento di un fine da parte di un organismo che sia motivato a conseguire quel fine, oppure in presenza di deficit e/o carenze cognitive palesemente evidenziate in modo marcato dal soggetto stesso, nelle azioni che contraddistinguono, nel bene e nel male, la sua vita. Essa può verificarsi solo per un organismo che può guidare il proprio comportamento dirigendolo verso un fine oggetivamente inconcepibile per tutti gli altri soggetti.

Le cause della “Frustrazione da internet”.

A differenza dei comuni casi di frustrazione ordinaria, la variante Web della frustrazione non è generata da fattori fisici ma bensì esclusivamente da fattori personali, e più precisamente suddivisi in:

  • I fattori psicologici riguardano la personalità. In questa categoria, ai primi posti troviamo il sentimento di chi ha paura di vedersi sottratto l’oggetto del proprio amore. Nel caso specifico ci riferiamo “all’attenzione o al minuto di popolarità di qualità medio bassa” che il soggetto ricerca costantemente in modo frenetico e autolesionista.
  • I fattori sociali riguardano, ovviamente, la società. Molto spesso però i soggetti interessati da frustrazione da Web, vengono prontamente allontanati dai loro contesti sociali d’apparteneza, soprattutto in conseguenza dello stato di “RIDICOLO” nel quale autonomamente decidono di immergersi.

Reazioni alla frustrazione.

1) Persistenza dell’ostacolo: In questo il nostro soggetto è un vero maestro. La costanza e la determinazione che impiega nel seguire maniacalmente determinate pagine web, alla continua ricerca del minimo dettaglio sperando di esibirsi in scenografici exploit, che sfociano sempre in offese personali, quali ad esempio caratteristiche fisiche o abitudinarie delle sue “vittime” (addirittura qualche vittima è stata criticata per le foto professionali pubblicate sul blog personale).

2) Reazione aggressiva: la mancata gratificazione protratta nel tempo può scatenare nel soggetto compulsivi tentativi di screditare i malcapitati soggetti vittime dei suoi maniacali interessi, attraverso pubblicazioni web su remotissimi e quasi ignoti blog (fortunatamente però, molto spesso, le vittime e soprattutto i loro legali, anche in base alla professionalità che le contraddistingue, sono simpaticamente divertite da ciò).

3) Reazione di finta cooperatività: rappresenta la vera e propria ciliegina sulla torta. Nei casi peggiori di sindrome da frustrazione web, accade che i soggetti frustrati, inseriscono commenti ai loro stessi articoli, in forma ovviamente anonima, spacciandoli per utenti che aderiscono alle loro manie di persecuzione. Qualche studioso in passato ha cercato anche di dare credibilità a questi comportamenti. Ma, a meno che non si tratti di un blog di seguaci dell’ Innominato manzoniano, che celano la loro identità dietro anonimi e fantomatici nickname, la cosa è palesemente evidente.

I meccanismi di difesa.

Esistono anche dei meccanismi di difesa inconsci ed estremi, appartenenti a qualunque individuo, che sono praticamente espressione della necessità di mascherare o fingere una condizione di vita migliore di quanto non sia in realtà. Naturalmente se la persona si rapporta alla realtà solo ricorrendo a questi meccanismi, allora essi vanno considerati come sintomi di una nevrosi.

1. Razionalizzazione: ad es. la volpe che nella favola di Esopo giustifica la propria incapacità dicendo che l’uva è acerba.

2. Evasione: ad es. sognare di diventare un Einstein nonostante la bocciatura.

3. Compensazione: ad es. le cure dedicate a un cagnolino compensano a volte una mancata o impossibile maternità.

4. Traslazione: ad es. aggredire un animale o un oggetto sul personale o sul privato quando non si desidera un confronto educato e costruttivo.

5. Isolamento: creazione di una fantomatica cerchia di persone (spesso immaginarie) che seguirebbero gli interventi web del soggetto frustrato.

6. Annullamento: ad es. chi controlla più volte la chiusura del rubinetto del gas prima di uscire, oppure vive la sua “invidiabile” esistenza terrena in costante monitoraggio di blog altrui.

7. Regressione: ad es. in caso di questa malattia ricompaiono atteggiamenti infantili.

8. Fissazione: ad es. ripetere un comportamento a prescidere dall’ambito e dalle circostanze

Tanto più andiamo a cercarci emozioni forti (momentanee) quanto più la vita quotidiana ci opprime. Ma che cos’è l’oppressione? Sostanzialmente è il senso di impotenza, cioè la percezione di non poter far nulla di veramente significativo per modificare la realtà o il corso degli eventi. Ecco perché si vanno a cercare emozioni molto forti nell’immediato: la causa sta appunto nella frustrazione che si prova nel lungo periodo. La ricerca dell’emozione forte e dell’offesa personale (adrenalinica) è ovviamente un surrogato della tranquilla serenità, un rimedio illusorio alla propria frustrazione.

Consiglio alle vittime di eventuali “frustrati da internet”

I consigli che si possono dare a coloro che sono vittima degli assillanti attacchi da soggetti stressati da internet, sono pochi e semplici. In primo luogo, avvalersi della legale pratica di denuncia per diffamazione. LA LEGGE RICONOSCE E PUNISCE LE OFFESE PERSONALI E PRIVATE DISTINGUENDOLE RADICALMENTE DAI DIBATTITI COSTRUTTIVI. In secondo luogo, non ridicolizzare il frustrato ulteriormente più di quanto già si ridicolizzi da solo. Ed infine l’ultimo consiglio è quello di augurare sempre tutto il bene del mondo a questi soggetti, perchè sono la fonte della più produttiva divulgazione pubblicitaria su scala mondiale, infatti com’è che si dice? Nel bene o nel male…l’importante è che se ne parli.

Giuseppe Di Stadio

ps. quant’è bello firmare con il proprio nome e cognome

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