Riprendiamo il nostro viaggio all’interno delle Sacre Scritture, analizzando questa volta, alcuni passaggi molto interessanti del più importante testo sacro della credenza cristiano cattolica, ovverola Bibbia.

Spesso, molti lettori della Bibbia si sono imbattuti nella descrizione approfondita di strani esseri e misteriose entità volanti. Stiamo appunto per introdurre i Veglianti. In particolare nel Libro di Giobbe (41, 6-25) troviamo una descrizione ricca di dettagli che induce il lettore ad identificare in essa vere e proprie macchine volanti:

“Il suo corpo è costituito come di scudi fusi insieme, composto di squame che combaciano: l’una contro l’altra, è congiunta, neppure un soffio passa tra loro; l’una all’altra, aderisce, o si tengono insieme in guisa da non separarsi”

“Nel suo collo risiede la sua forza, dinanzi a lui risiede lo squallore”

“Il suo cuore è duro come pietra, e saldo come l’incudine del fucinatore. Quand’esso si rizza tremano gli Angeli e sbigottiti si discolpano”

Sotto di lui vi sono raggi di Sole, non vi è nulla sulla Terra una forza somigliante a lui, che fu fatto per non temere nessuno, ogni essere eccelso egli mira con disprezzo, è re su tutti i figli della fierezza”

La creatura appena descritta nel Libro di Giobbe è il temibile Leviathan, il grande Drago o Serpente, facilmente identificabile con il principe delle Tenebre. Ma in tale passo è possibile scorgere oltremodo la descrizione dei Vimana, i leggendari mezzi volanti della mitologi Indiana.

Possiamo dunque dedurre che il Levithan non fosse altro che un cilindrico mezzo spaziale, costretto ad un atterraggio sul nostro pianeta all’inizio dei tempi, a causa di un guasto provocato da un attacco di altre navi spaziali.

Dalla suddetta astronave, come indica la Bibbia, vi sbarcarono i famosi Veglianti, gli Dei Serpente, venerati e fulcro principale delle arcaiche credenze centroamericane, e riportate parallelamente nei passi biblici della Genesi (6, 1-2):

“Or quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla faccia della Terra, e furono nate delle figliuole, i Figli di Dio videro che le figliuole degli uomini erano belle, e presero perciò per loro mogli quelle che si scelsero fra tutte..”

Nel testo ebraico originale, i Figli di Dio venivano definiti Ben – Elohim, ovvero figli degli Dèi:

“In quel tempo c’erano sulla terra i Nephilim, ovvero i giganti”

Nephilim dal verbo n-ph-l (cadere) quindi dalla traduzione letterale “Caduti” .

Il mito dei Caduti è introdotto dallo storico Giuseppe Flavio (I sec. D.C.), il quale li identificava come Angeli di Dio in uno dei Testi Sacri  più importanti , il famoso “Libro di Enoch” che appartiene alle Sacre Scritture della Chiesa Cristiano – Copta, leggiamo nel testo etiope (Cap 6, 1-2):

“Ora, allorché i figli degli uomini si furono moltiplicati, nacquero loro in quei giorni delle figlie belle e graziose, e gli Angeli Figli del Cielo, le videro e le desiderarono e dissero tra loro: Andiamo, scegliamoci donne tra i figli degli uomini, e generiamoci dei figli…”

Per quanto riguarda Enoch, è più volte citato nella Genesi (54,24) e descritto come uomo legato legato ad importanti conoscenze – “Egli camminò con Dio” – Inoltre è possibile sottolineare analogie tra la versione biblica ed Il libro dei Giubilei (4, 21-22) :

“Egli fu per lo più presso gli Angeli di Dio che gli fecero vedere tutto quello che vi era sulla Terra e nei Cieli, ed egli scrisse tutto ciò che vide. Egli recò testimonianza anche ai Veglianti che avevano prevaricato con le figlie degli uomini, giacché avevano cominciato ad unirsi alle figlie degli uomini e si erano in tal modo contaminati”

E’ evidente che il brano sopracitato non parla dell’assunzione in cielo di Enoch, ma di un suo viaggio a bordo di una nave astrale. Una spiegazione azzardata? Direi proprio di no!

Esaminando il testo che parla dell’avvistamento di Ezechiele, possiamo notare elementi identificativi quali: “LO GUARDAVO ED ECCO UN VENTO DI TEMPESTA VENIR DA SETTENTRIONE, UNA GRAN NUBE ED UN INCENDIO TURBINOSO, E DAL SUO CENTRO COME UN BALENARE DI ELETTRO TOLTO DAL FUOCO”

Inoltre è possibile leggere la sua descrizione di “sagome simili ad animali”:

“Gli animali hanno aspetti diversi, ma ciascuno ha quattro ali, due che coprivano il corpo di ciascun animale. Ogni animale ha per di più una ruota al fianco, alle quattro facce. Gli animali potevano muoversi nelle quattro direzioni, senza voltarsi nel muoversi. E quando si muovevano, anche le loro ruote si muovevano accanto a loro, e quando gli animali si alzavano da terra, anche le ruote si alzavano.”

Nel capitolo 9, Ezechiele parla di sei uomini inviati dalla creatura che sta sotto il cristallo a punire Gerusalemme: “Ciascuno dei sei con il suo strumento di sterminio in mano, capace di uccidere centinaia di uomini per volta”

Nell’Esodo, quando si parla della marcia degli Ebrei nel deserto, Jahvé viene descritto in maniera tangibile e tale ritratto si discosta in modo netto dalle altre divinità legate ai popoli antichi. Il Dio degli Ebrei è una presenza reale, capace di provocare fenomeni imponenti, che ricordano in qualche modo la visione di Ezechiele.

Nel prossimo appuntamento entreremo nel merito della misteriosa civiltà de “Gli Dei Serpente”, che popolano in modo costante e denso, le pagine del sacro testo cristiano.

Giuseppe Di Stadio

Annunci