Il principale segreto per scoprire i misteri del nostro universo, è conoscere a fondo il nostro pianeta alla scoperta del nostro reale passato e della vera storia del genere umano. Molto spesso però, la verità è dura da affrontare e può causare imbarazzi, rivelando “scomode” realtà difficili da accettare. Su questi concetti basilari, l’astronauta statunitense Gordon Cooper, scrive e pubblica nel 2000, il suo libro intitolato “Leap of Faith il viaggio di un astronauta nell’ignoto”.

Nel suo saggio, Cooper, affronta la controversa tematica della convivenza nel nostro universo, tra la razza umana e le eventuali civiltà aliene dall’interessante punto di vista di un uomo dello spazio, che nella vita è a stretto contatto con gli spazi infiniti del nostro sistema solare. Però, questa volta, vorrei soffermarmi su una sola pagina del libro di Gordon…precisamente la numero 189. Abbiamo una minuziosa descrizione di una delle ultime collaborazioni tra NASA la National Geographic, alla scoperta dei misteri del Messico e delle Civiltà Madri mesoamericane, nella quale lo stesso Cooper giunse, insieme ad una troupe  di ricercatori, su di un isoletta del Golfo del Messico. Il gruppo fu accolto da diversi esponenti di un villaggio locale, i quali li indirizzarono presso un sito archeologico situato nelle vicinanze, di chiara origine Olmeca.

Cito testualmente le parole di Cooper:

Il governo messicano stanziò alcuni fondi per gli scavi. Venne confermata l’età delle rovine…il 3000 a.C.”

“Fra i reperti che mi incuriosivano di più vi erano i simboli di navigazione celeste e le formule che, una volta tradotte, si rivelarono essere formule matematiche, IN USO ANCORA OGGI PER LA NAVIGAZIONE. Nonché riproduzioni accurate di costellazioni, alcune delle quali si sarebbero scoperte solo con i moderni telescopi. Questo mi fece riflettere: perché avevano simboli per la navigazione celeste se non viaggiavano nei cieli? Questa conoscenza avanzata si sviluppò contemporaneamente e indipendentemente in tre luoghi diversi del mondo antico? E se non fu così, come si diffuse questa conoscenza dall’Egitto, a Creta fino al Messico? In questo caso la ragione suggerisce che siano stati aiutati…DA CHI?

Cerchiamo di approfondire, per quel che ci è concesso, qualche nozione sulla civiltà Olmeca e sugli imbarazzi che ha causato tra gli storici negli ultimi decenni. Il riconoscimento dell’esistenza della Civiltà Olmeca, da parte degli organi ufficiali e degli addetti ai lavori è stato il frutto di lunghi anni di controversie e scontri culturali.  Infatti le tradizioni nazionali messicane, hanno per anni attribuito le loro origini ai progenitori appartenenti al ceppo Maya ed Inca.

Soltanto nel corso degli ultimi anni del 1800, precisamente nel 1864, abbiamo i primi ritrovamenti “anomali” non attribuibili alle due suddette civiltà. Il ritrovamento faceva riferimento nel dettaglio, alla riproduzione di una testa umana. In un primo tempo fu “scandalosamente” affermato che, i tratti somatici chiaramente africani, naso grosso e schiacciato, pelle nera e labbra grosse, erano semplicemente il frutto di una distorsione archeologica e artistica degli stessi popoli Maya. Ma quando poi i ritrovamenti di statue simili, e con innumerevoli e dettagliati elementi riconducibili alle culture del continente nero, si passò gradualmente ai primi studi sulla datazione dei reperti.

Si parlò inizialmente del 250 a.C. ma ciò era evidentemente poco probabile ed attendibile. Infatti, proseguendo gli scavi si riuscì ad arretrare la datazione fino al 1250 a.C.  Più diventavano antiche le origini degli Olmechi, più era però intaccato l’orgoglio nazionale dei sostenitori “Maya ed Aztechi”. Per svariati decenni le autorità nazionali definirono tutti gli elementi a disposizione per ridisegnare le loro origini, un semplice frutto del caso. Ma l’esilarante ritrovamento di una statuina “giocattolo” rinvenuta a Jalapa, vicino Veracruz (per intenderci dove approdò Hernan Cortes nel 1519) zittì definitivamente tutti i tentativi di occultamento storico. Un semplice e rudimentale elefantino di pietra su 4 ruote generò l’ovvio quesito: “Data per certa l’esistenza del popolo Olmeco, se questi non avessero avuto origini africane, com’è possibile che riuscissero a riprodurre un animale del tutto ASSENTE in America latina, l’autore per ovvie ragioni, almeno una volta nella vita avrebbe dovuto almeno vederlo o sentirne parlare…In tutti e due i casi vi era la certezza di rapporti e contatti tra i popoli africani e gli Olmechi”

Ma a quel punto, a sconvolgere tutti non era più il ceppo d’appartenenza originario dei popoli americani, ma IN CHE MODO le culture del continente nero viaggiarono attraverso gli oceani, per distanze al tempo impensabili per giungere in America e dare origini ai popoli nativi degli Olmechi? O meglio DA CHI FURONO AIUTATI?

Con gli elementi a disposizione possiamo oggettivamente teorizzare chela CiviltàMadreche interagì con i popoli africani, sostenendoli nell’arcaica impresa colonizzatrice  avesse le seguenti caratteristiche:

  1. Un’approfondita conoscenza dell’universo, delle stelle, delle costellazioni e soprattutto delle formule matematiche necessarie per la navigazione e non solo per lo studio del cielo, quindi con una precisa finalità pratica e cioè: VOLARE;
  2. Una indiscutibile propensione e capacità di navigazione e colonizzazione territoriale, al punto da permettergli la lunga traversata trans oceanica e la successiva colonizzazione del nuovo continente;
  3. Una straordinaria conoscenza del tempo e dell’astrologia in quanto aiutò i popoli mesoamericani nella realizzazione dei primi calendari che precedettero quelli Maya. Inoltre è doveroso aprire una piccola ma affascinante parentesi in merito. Tra i tre calendari Olmechi, il più noto è quello definito di Conto Lungo che prevede il via da un Enigmatico Giorno Uno (il nostro equivalente di avanti e dopo Cristo, evento straordinario per i cristiani segnato dalla nascita di Gesù di Nazareth.) Gli studiosi hanno stabilito che il Giorno Uno era coincidente con il 13 Agosto 3113 a.C. DATA DELLA NASCITA DELLA CIVILTA’ OLMECA, evento straordinario per tutte le civiltà dell’America Latina. Ma il3113 a.C. “stranamente” segna per la precisione la data esatta dell’esilio di Thoth e dei suoi seguaci (africani) dall’Egitto per mano di suo fratello Ra (inizio del regno dei faraoni), verso i confini del mondo per la colonizzazione di nuove terre…STRAORDINARIA COINCIDENZA o VERITA’ STORICA?

Volete sapere la sorte del manufatto più prezioso dell’America Latina, ovvero l’elefantino che attribuisce i veri natali alle civiltà americane? Misteriosamente sparito, insieme ai calendari originali Olmechi incisi su tre colonne a Veracruz.

 

Giuseppe Di Stadio

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