Da secoli l’uomo è alla ricerca di misteri nascosti, affascinato dall’inspiegabile, ossessionato dal desiderio di poter mutare in realtà i miti e le leggende che hanno accompagnato la sua storia sin dalle origini.

Ma è proprio nelle radici della nostra “razza”, che dimora il più grande ed affascinante mistero della storia dell’uomo. Se proviamo a chiedere ad uno storico, notizie sulle origini delle prime forme di vita terrestri, con buone probabilità inizierà a tracciare linee temporali delineando ere preistoriche che bene o male tutti conosciamo. Ma se prima di tutto ciò, se prima dell’inizio della storia ufficiale, avesse visto l’alba di antichissime civiltà non riconosciute tutto’ora?

E’ proprio questo il quesito che motiva quotidianamente i numerosi archeologi che si imbattono in tantissimi reperti definiti dalla storiografia, semplicemente “anomalie”.

Le prove che non collimano con la linea storica ufficiale, negli ultimi anni, hanno rafforzato l’ipotesi di una collaborazione continua e costante tra l’uomo e la cosiddetta CIVILTA’ MADRE.

Per gli studiosi, con il termine Civiltà Madre, si intende la razza primordiale, quasi sicuramente di origini non terresti, che ha letteralmente dato vita ed assistito il genere umano nei processi di progresso tecnologico ed evoluzione della specie. Una civiltà arcaica, in possesso di conoscenze impensabili in tutti i campi del sapere, capace di osservare e studiare il cielo, costruire, utilizzando altissima precisione di calcolo, complesse opere architettoniche e soprattutto navigare gli oceani toccando tutte le coste emerse del pianeta.

Nonostante le innumerevoli prove fornite dall’archeologia moderna, le quali avvalorano l’esistenza di tale Civiltà, la storiografia ufficiale attua sistematicamente un paradossale processo di accantonamento delle prove stesse e quindi conseguentemente di disinformazione in merito.

Non esiste una cospirazione da parte di qualsivoglia organizzazione ai fini di ingannare la gente, è semplicemente un processo automatico che si manifesta nella comunità scientifica, detto “filtro cognitivo”, che tende a non ufficializzare le prove che rientrano nella categoria delle suddette anomalie, ma in tal modo la scienza, purtroppo, non progredisce in maniera auspicabile.

L’esempio che destata più sgomento tra gli addetti ai lavori e gli appassionati, è sicuramente il caso di Jean Steel MackIntyre. Importante e nota archeologa di fama mondiale, la MackIntyre ha vissuto la sua vita dedicandosi con passione agli studi sul popolamento del globo terrestre. Nel 1966 era impegnata in Messico nei delicati scavi di Jaina, quando riportò alla luce un curioso utensile in ceramica. Colpita dall’improbabile coincidenza storica del reperto con il resto degli utensili in metallo ritrovati negli scavi dello stesso sito, ne chiese prontamente la datazione. Premettendo che gli studi del tempo avevano ufficializzato la prima comparsa dell’uomo sulla terra circa 30.000 anni prima, anno più anno meno, i risultati dell’analisi furono sorprendenti. L’oggetto era stato accuratamente fabbricato 250.000 anni prima del suo ritrovamento. L’unico errore dell’archeologa, presa dall’eccitazione della formidabile scoperta, fu quello di pubblicare immediatamente i risultati delle datazione. Neanche dopo un mese dalla pubblicazione il sito fu misteriosamente chiuso e all’archeologa furono tagliati i fondi per il termine degli scavi e per eventuali ulteriori scavi futuri. Jean Steel MackIntyre sacrificò la sua carriera per l’onestà e per il desiderio di diffondere la corretta informazione sulla storia e sul popolamento del nostro pianeta.  Dopo soli due anni dalla chiusura del sito, furono rinvenute in Siberia, tracce del passaggio dell’uomo in quella zona, risalenti a 300.000 anni prima, ridando così credibilità alle ricerche della MackIntyre.

 

Pur di non riconoscere tale collaborazione, la storia preferisce definire “misteriose” le stupende costruzioni architettoniche, visibili a tutta l’umanità presso i siti di Al Gizah in Egitto, Tiwanaku in Bolivia, Teotihuacan in Messico, El Castillo nello Yucatan e negli oltre 10.000 siti attualmente attivi in tutto il mondo. Tali meraviglie meriterebbero lunghi approfondimenti individuali, per le incredibili modalità con le quali sono state realizzate, e posizionate in tal modo da lasciar intendere un’approfondita conoscenza delle mappe astronomiche, conoscenze, in alcuni casi di difficile applicazione anche nei giorni nostri.

Possiamo inoltre evidenziare la forte influenza che la CiviltàMadreha avuto nelle correnti religiose attualmente professate . Infatti è possibile teorizzare, sulla base dei reperti contenuti nei siti archeologici sopraindicati, una vera e propria adorazione da parte dell’uomo nei confronti degli esponenti di questa progredita Civiltà arcaica. In base alle teorie di numerosi ufologi, questo processo di adorazione ha poi dato vita alle prime forme di divinità. Figure immortali adorate e rispettate. Ma allo stesso tempo temute, segno di consapevolezza della superiorità intellettuale rispetto al genere umano. Nelle loro mani l’uomo, ha sempre affidato il proprio destino, e tutt’oggi milioni di persone ripongono le loro speranze future nella bontà e nella clemenza del proprio Dio.

 

Tale teoria trova un’affascinante conferma nel famoso fenomeno del “culto del cargo”. Nel 1960, i soldati australiani della Papua Nuova Guinea si trovarono al cospetto di fedeli riproduzione dei loro accampamenti militari, ricostruiti meticolosamente con rurali materie prime come paglia, fieno e pietre. Soltanto dopo diversi anni si resero conto che, le riproduzioni degli aerei, delle torri di controllo, delle antenne e dei carro armati, venivano letteralmente adorate dalla tribù dei Vailala, i quali usavano raccogliersi in adorazione nei pressi dei siti riprodotti, con uno scopo ben preciso…IMITARE. L’obbiettivo era semplicissimo. Riuscire a parlare direttamente con Dio attraverso oggetti, o tracciare segni strani su carta per ottenere cibo, armi o beni materiali caduti dal cielo attraverso uccelli metallici che non potevano avere altra natura che quella DIVINA. Ovviamente tutti noi sappiamo bene che altro non si trattava di rifornimenti paracadutati nelle basi militari a sostegno dei soldati impegnati in guerra. Ma la primordiale associazione mentale dei Vailala, è servita da spunto per lo studio di numerosi antropologi e psicologi. Sulla base delle riproduzioni artistiche rinvenute, la medesima associazione mentale è auspicabile anche nelle antiche civiltà Egizie, Maya e Inca. E’ proprio nel cuore del Centro America che ancora oggi continuano ad affiorare numerose, prove dell’esistenza e dell’azione fisica di culture non terrestri, operanti in coordinazione con quelle che oggi riteniamo le prime civiltà precolombiane.

E’ proprio da queste esperienze e considerazioni che troviamo la comune definizione primordiale del concetto di religione….DEI VENUTI DAL CIELO.

Per queste ragioni, una civiltà che non riconosce e studia il PROPRIO passato, non può comprendere pienamente il vero motivo delle PROPRIE origini, capire il vero scopo della PROPRIA esistenza e soprattutto definire ed ipotizzare il PROPRIO futuro.

 

Giuseppe Di Stadio

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